ECOMUSEO. Le nuove professioni

10.06.2020

In questi ultimi anni si stanno definendo nuove figure professionali nell'ambito della conservazione e valorizzazione dei beni culturali materiali e immateriali. Sia a livello europeo che nazionale, nei musei, si sono individuati dei tecnici in grado di integrarsi in pieno con l'organico di specialisti del settore, ossia archeologi, storici dell'arte e dell'architettura, antropologi, museologi e conservatori in genere. Viene riconosciuto loro pieno titolo professionale in Europa, con l'inquadramento nel VII livello dell'European Qualifications Framework (EQF), ossia il Quadro Europeo delle Qualifiche, e in Italia, come previsto già dal D.M. 10 maggio 2001, in particolare l'Ambito IV sui nuovi ruoli nella rimodulazione dell'organico. Allo stesso modo, ogni singola regione sta studiando l'inserimento di tali professionisti nei rispettivi repertori professionali.

Si stanno, infatti, ufficializzando nuove competenze dall'operatore museale al tecnico o esperto in diagnostica dei beni culturali; oppure figure meno specializzate e di orientamento più trasversale che possono includere professionisti finora estranei all'ambito museale, ma in grado di essere protagonisti a pieno titolo, specie nella valorizzazione del territorio. 

E' il caso del tecnico di conservazione e valorizzazione museale.

I musei ricorrono a questa nuova figura, in quanto referente del territorio. I repertori richiedono, in modo esplicito, che sia residente nella provincia di questi musei e che abbia un'esperienza molto attiva in più settori del suo distretto territoriale di appartenenza. Il tecnico di conservazione e valorizzazione è uno dei maggiori conoscitori dell'identità di un territorio, individuata, in molti casi, nella vocazione naturale produttiva di quella provincia, in particolare nei prodotti tipici, caratteristici a tal punto da essere annoverati anche come unici ed esclusivi, bene culturale di un territorio, fino ad aspirare, nei casi più elevati, ad essere candidati come esempio di patrimonio unesco, patrimonio dell'umanità.

Un museo non può essere astratto dal suo contesto territoriale, per molte ragioni, tra cui profondi legami storici e la stessa ricostruzione del patrimonio materiale e immateriale ivi custodito e valorizzato. Senza il territorio il museo rischia di essere intrappolato nell'immagine di sé stesso, in alcuni casi anche vincente, dall'ottima reputazione digitale e mediatica, ma riduttiva, al punto da risultare un fenomeno di attrazione, privo di vera condivisione e partecipazione.

A tal proposito, lo stesso quadro delle qualifiche professionali assegna alla figura del tecnico di conservazione e valorizzazione un ruolo chiave negli ecomusei, proprio con il particolare ruolo di referente della comunità di un territorio: sensibilizzatore e promotore di luoghi originari, inediti, poco o mai citati nelle guide, da poter trasformare in itinerari caratteristici, interpretabili come percorsi di un unico museo aperto, dinamico e diffuso, quale si riconduce ad essere il territorio, quando riesce ancora a preservare una precisa identità. 

Il tecnico

Caratteristiche e competenze

Il tecnico, in tale contesto, deve essere in grado di individuare i prodotti tipici, come fa un archeologo ed un antropologo nella campagna di ricognizione dei reperti del territorio o nella ricerca di campo di tutte le espressioni di un patrimonio immateriale custodito negli usi e costumi di una secolare cultura popolare. Selezionati i prodotti, li deve classificare, sapendone ricostruire anche la storia di quel tipo di produzione, individuando gli intrecci con la storia del territorio, al pari di uno storico dell'arte; fino a risalire ai processi di trasformazione e conservazione eseguiti da più professionalità specialistiche. Solo dopo aver acquisito questi dati, il tecnico può catalogare e schedare tutte le specialità produttive, secondo i parametri dei metodi di allevamento e coltivazione adottati, sapendo dimostrare l'utilizzo delle razze pregiate e delle materie prime di ottimo livello, delle tecniche e delle tecnologie produttive sia tradizionali che innovative, risalendo, infine, alle stesse fasi del montaggio di produzione.

Si definisce, così, un nuovo patrimonio che va custodito ed esposto in questi stessi luoghi, riconosciuti come meta di turisti, visitatori e studiosi della cultura del territorio. Si coordina, in tal modo, una rete di imprese, impegnate in quella determinata filiera da valorizzare: un'intera area del territorio unita dall'orgoglio di un primato e di un prestigio.

Compiuta questa fase, il tecnico di conservazione e valorizzazione deve collaborare a dirigere la progettazione degli spazi dove custodire, esibire e far conoscere tali prodotti. E' il passaggio in cui il luogo di produzione inizia ad essere concepito anche come un nucleo museale. L'esperienza ecomuseale diventa così un processo di formazione, conoscenza e progettazione, del museo a venire; un'esperienza di crescita per gli stessi residenti chiamati a partecipare, in modo diretto, nel presidiare, tutelare, conservare, divulgare e quindi, valorizzare quel determinato territorio.

E' soprattutto in questa fase che il tecnico realizza una vera e propria opera di valorizzazione, con presentazioni, cataloghi, dimostrazioni e recensioni di tutti questi prodotti. Nel proprio ambito, arriva, quindi, a coordinare, al pari di un direttore, lo stesso gruppo di specialisti di un settore museale, ossia i citati archeologi, storici dell'arte e dell'architettura, antropologi, museologi e conservatori in genere.

Promuovere le nuove figure professionali 

L'Asso Artigiani Imprese Caserta sta seguendo da vicino queste nuove figure professionali, nella sua attività di promozione del territorio. Riconosce nel tecnico di conservazione e valorizzazione museale una competenza specifica ed una responsabilità strategica nelle stesse strutture museali, ossia quella di saper relazionare più realtà territoriali tra loro, quindi più attori di quel territorio e il territorio stesso con nuovi nuclei museali che potranno costituire, in futuro, un circuito museale.